Lavorazione metalli: processi, fasi e macchinari

La lavorazione dei metalli comprende l’insieme dei processi industriali utilizzati per trasformare un materiale metallico grezzo in un componente finito oppure in un semilavorato destinato a successive fasi produttive. Si tratta di un’attività centrale nell’industria manifatturiera, presente in settori come automotive, aerospace, energia, costruzioni, meccanica e produzione di impianti.

La lavorazione dei metalli comprende l’insieme dei processi industriali utilizzati per trasformare un materiale metallico grezzo in un componente finito oppure in un semilavorato destinato a successive fasi produttive. Si tratta di un’attività centrale nell’industria manifatturiera, presente in settori come automotive, aerospace, energia, costruzioni, meccanica e produzione di impianti.

Queste lavorazioni permettono di modificare forma, dimensioni, proprietà meccaniche e caratteristiche superficiali del metallo in funzione dell’applicazione finale. A seconda del risultato richiesto, il materiale può essere sottoposto a differenti tipologie di trasformazione.

Tra i principi più importanti rientra la deformazione plastica, cioè la capacità del metallo di cambiare forma in modo permanente sotto l’azione di una forza, senza rompersi. Questo avviene, ad esempio, nei processi di laminazione, stampaggio e forgiatura.

Un’altra categoria fondamentale è quella delle lavorazioni per asportazione di materiale, nelle quali una parte del metallo viene rimossa attraverso utensili da taglio o processi abrasivi per ottenere geometrie precise e tolleranze dimensionali controllate. Tornitura, fresatura e rettifica sono alcuni esempi di questa tipologia di lavorazione.

Accanto ai processi meccanici esistono poi le trasformazioni termiche, che sfruttano il calore per modificare la struttura interna del materiale e migliorarne proprietà come durezza, resistenza, elasticità e tenacità. Trattamenti termici come tempra, rinvenimento e ricottura sono ampiamente utilizzati nella metallurgia industriale.

La lavorazione dei metalli non riguarda quindi una singola tecnica, ma un insieme articolato di processi produttivi complementari che consentono di ottenere componenti metallici affidabili, performanti e adatti alle esigenze produttive moderne.

Le principali fasi della lavorazione dei metalli

La lavorazione dei metalli si sviluppa attraverso una sequenza di fasi produttive che possono variare in funzione del materiale utilizzato, delle caratteristiche richieste al componente finale e del settore industriale di destinazione. Ogni processo contribuisce a definire forma, proprietà meccaniche, precisione dimensionale e qualità superficiale del prodotto.

Il ciclo produttivo inizia con la preparazione della materia prima metallica, che può presentarsi sotto forma di lingotti, billette, barre, coils, lamiere o polveri metalliche. In questa fase vengono effettuate operazioni di selezione, taglio, preriscaldo e verifica della composizione chimica del materiale, fondamentali per garantire uniformità e controllo del processo produttivo.

In molti casi il metallo viene poi sottoposto a processi di fusione e colata, nei quali il materiale viene portato allo stato liquido e successivamente versato in stampi o impianti di colata continua. Questa fase permette di ottenere semilavorati o componenti con forme già vicine a quelle finali, riducendo le successive lavorazioni meccaniche. A seconda dell’applicazione possono essere utilizzate tecniche differenti come colata in sabbia, pressofusione o colata continua.

Una delle fasi più importanti è rappresentata dalle lavorazioni per deformazione plastica, che modificano la geometria del metallo sfruttando la sua capacità di deformarsi permanentemente sotto l’azione di forze meccaniche. In questa categoria rientrano processi come laminazione, estrusione, stampaggio e forgiatura, ampiamente utilizzati nella produzione industriale.

Queste lavorazioni possono essere eseguite a caldo oppure a freddo. Nelle lavorazioni a caldo il materiale viene riscaldato per aumentare la deformabilità e ridurre gli sforzi necessari alla lavorazione. Le lavorazioni a freddo, invece, vengono effettuate a temperatura ambiente e consentono di ottenere maggiore precisione dimensionale, migliore finitura superficiale e, in molti casi, un aumento della durezza del materiale dovuto all’incrudimento.

Quando è necessario ottenere geometrie precise e tolleranze strette si ricorre alle lavorazioni per asportazione di truciolo, nelle quali una parte del materiale viene rimossa mediante utensili da taglio controllati. Tra le operazioni più diffuse rientrano tornitura, fresatura, foratura, alesatura e rettifica, utilizzate per produrre componenti meccanici con elevata precisione e ripetibilità.

Le lavorazioni di giunzione consentono invece di assemblare due o più elementi metallici in modo stabile e resistente. Il processo più diffuso è la saldatura, che unisce i materiali tramite fusione localizzata dei lembi da collegare. In alternativa possono essere impiegate tecniche come la brasatura, che utilizza un materiale d’apporto con temperatura di fusione inferiore rispetto ai metalli base.

Dopo le lavorazioni meccaniche, i componenti possono essere sottoposti a trattamenti termici per modificare la microstruttura del materiale e migliorarne le proprietà meccaniche. Processi come tempra, rinvenimento, ricottura e normalizzazione consentono di intervenire su durezza, resilienza, resistenza all’usura e stabilità dimensionale. Accanto ai trattamenti termici vengono spesso eseguiti anche trattamenti superficiali come zincatura, anodizzazione, verniciatura o rivestimenti tecnici, utilizzati per migliorare resistenza alla corrosione e caratteristiche estetiche o funzionali.

L’ultima fase riguarda la finitura del metallo e il controllo qualità finale. In questa fase vengono effettuate operazioni di sbavatura, lucidatura e verifica delle caratteristiche dimensionali, meccaniche e metallurgiche del componente. I controlli possono includere analisi chimiche, prove meccaniche e tecniche di controllo non distruttivo, fondamentali per garantire conformità alle specifiche tecniche e affidabilità del prodotto finito.

Macchinari utilizzati nelle lavorazioni metalliche

Le moderne lavorazioni metalliche si basano sull’utilizzo di macchinari industriali progettati per garantire precisione, produttività e ripetibilità dei processi. La scelta delle tecnologie dipende dal tipo di lavorazione, dal materiale da trattare, dai volumi produttivi e dal livello di automazione richiesto.

Tra le macchine più diffuse rientrano i torni tradizionali e i torni CNC, utilizzati principalmente per la lavorazione di componenti cilindrici o rotativi. Nei sistemi tradizionali molte operazioni vengono gestite manualmente dall’operatore, mentre i torni a controllo numerico computerizzato (CNC) permettono di automatizzare il processo, migliorando precisione, velocità e ripetibilità delle lavorazioni.

Accanto ai torni trovano largo impiego i centri di lavoro CNC, macchinari multifunzione in grado di eseguire diverse operazioni come fresatura, foratura, alesatura e maschiatura all’interno di un unico ciclo produttivo. Grazie al controllo digitale e alla possibilità di programmare percorsi utensile complessi, questi impianti rappresentano oggi uno degli elementi centrali della produzione meccanica avanzata.

Nelle lavorazioni per deformazione plastica vengono invece utilizzate presse meccaniche e presse idrauliche, impiegate per operazioni di stampaggio, piegatura, tranciatura e imbutitura. Le presse meccaniche sono generalmente più veloci e adatte a produzioni ad alta cadenza, mentre le presse idrauliche consentono un controllo più preciso della forza applicata e vengono spesso utilizzate per lavorazioni più complesse o materiali ad alta resistenza.

Per la produzione di lamiere, barre e profilati sono fondamentali gli impianti di laminazione, che deformano il materiale facendolo passare tra cilindri contrapposti. Questo processo può essere eseguito a caldo o a freddo in funzione delle caratteristiche richieste al prodotto finale.

Nelle operazioni di taglio e sagomatura trovano spazio i sistemi laser e plasma, sempre più diffusi grazie alla loro capacità di eseguire lavorazioni rapide e ad alta precisione. Il taglio laser permette di ottenere geometrie molto accurate e finiture pulite anche su spessori ridotti, mentre il taglio plasma viene spesso utilizzato per materiali più spessi e applicazioni industriali ad alta produttività.

Gli impianti di fusione rappresentano invece il cuore dei processi fusori. Forni industriali, sistemi di colata e linee automatizzate consentono di portare il metallo allo stato liquido e trasformarlo in getti o semilavorati destinati alle successive lavorazioni meccaniche.

Nelle linee produttive moderne è sempre più frequente la presenza di robot industriali, utilizzati per attività come saldatura, movimentazione, assemblaggio, carico e scarico pezzi o controllo qualità. L’impiego della robotica permette di aumentare continuità operativa, sicurezza e standardizzazione del processo produttivo.

L’evoluzione tecnologica delle lavorazioni metalliche è oggi fortemente legata ai principi di Industry 4.0, basati su automazione, interconnessione e gestione digitale dei dati. I macchinari moderni possono comunicare tra loro, raccogliere informazioni in tempo reale e integrarsi con software gestionali e sistemi di monitoraggio della produzione.

Questa integrazione digitale consente di ottimizzare tempi, consumi energetici, manutenzione e qualità produttiva, favorendo una produzione sempre più efficiente, tracciabile e orientata al controllo dei processi industriali.

Metalli più utilizzati nella lavorazione industriale

Le lavorazioni industriali dei metalli coinvolgono materiali con caratteristiche molto differenti tra loro, scelti in funzione delle prestazioni richieste al componente finale. Proprietà come resistenza meccanica, durezza, peso, conducibilità termica ed elettrica, resistenza alla corrosione e lavorabilità influenzano direttamente la scelta del metallo da utilizzare nei diversi settori produttivi.

L’acciaio è il materiale più impiegato nell’industria metallurgica grazie alla sua elevata versatilità. Gli acciai al carbonio vengono utilizzati in numerose applicazioni strutturali e meccaniche per il buon equilibrio tra resistenza, costo e lavorabilità. Gli acciai legati, invece, contengono elementi aggiuntivi come cromo, nichel, molibdeno o vanadio che permettono di migliorare proprietà specifiche come durezza, resistenza all’usura, tenacità o comportamento alle alte temperature. Per questo motivo trovano largo impiego nei settori automotive, energia, aerospace e costruzione di macchinari industriali.

L’alluminio viene scelto soprattutto per la sua leggerezza e per l’elevato rapporto tra peso e resistenza meccanica. È inoltre resistente alla corrosione e facilmente lavorabile, caratteristiche che lo rendono particolarmente diffuso nei settori dei trasporti, dell’edilizia, dell’aeronautica e della produzione di componenti tecnici. Le leghe di alluminio consentono inoltre di ottenere proprietà meccaniche differenti a seconda delle esigenze applicative.

Il rame è apprezzato principalmente per la sua elevata conducibilità elettrica e termica. Per questo motivo è uno dei materiali più utilizzati nella produzione di componenti elettrici, cavi, scambiatori di calore e impianti industriali. Oltre alle proprietà conduttive, il rame offre una buona resistenza alla corrosione e un’elevata duttilità, che ne facilitano la lavorazione.

Il titanio viene impiegato in applicazioni ad alta specializzazione grazie alla combinazione tra resistenza meccanica elevata, leggerezza e ottima resistenza alla corrosione. È particolarmente utilizzato nei settori aerospace, biomedicale, energetico e chimico, dove sono richieste elevate prestazioni anche in condizioni operative severe. Rispetto ad altri metalli, il titanio presenta costi e complessità di lavorazione più elevati, ma offre vantaggi importanti in termini di affidabilità e durata.

Accanto ai materiali tradizionali trovano sempre più spazio le leghe speciali, sviluppate per rispondere a esigenze tecniche specifiche. Superleghe a base nichel, leghe di cobalto o materiali ad alte prestazioni vengono utilizzati in turbine, motori aeronautici, impianti energetici e applicazioni ad alta temperatura o elevata corrosione. Questi materiali sono progettati per mantenere stabilità strutturale e proprietà meccaniche anche in condizioni estreme.

La scelta del materiale rappresenta quindi uno degli aspetti più importanti dell’intero processo produttivo, perché influenza non solo le prestazioni finali del componente, ma anche le tecnologie di lavorazione, i trattamenti successivi e il controllo qualità necessario durante la produzione.

Il controllo della composizione chimica nella lavorazione dei metalli

Nelle moderne lavorazioni metallurgiche, il controllo della composizione chimica dei metalli rappresenta un elemento fondamentale per garantire qualità, affidabilità e conformità del prodotto finale. Anche piccole variazioni nella percentuale degli elementi presenti all’interno di una lega possono influire in modo significativo sulle proprietà meccaniche, sulla lavorabilità e sul comportamento del materiale durante i processi produttivi.

Per questo motivo, la verifica della composizione chimica viene effettuata in più fasi dell’intero ciclo industriale, a partire dal controllo della materia prima metallica. Prima della lavorazione è infatti essenziale verificare che il materiale ricevuto corrisponda alle specifiche richieste e che la lega presenti le corrette concentrazioni di elementi come carbonio, manganese, cromo, nichel, molibdeno o alluminio, a seconda dell’applicazione.

Il controllo chimico continua anche durante il processo produttivo, soprattutto nelle attività di fusione, colata e produzione di leghe metalliche. In queste fasi è necessario monitorare costantemente la composizione del bagno metallico per mantenere stabilità produttiva e ridurre il rischio di non conformità o difetti metallurgici.

Anche il controllo qualità finale richiede verifiche precise sulla composizione del materiale, soprattutto nei settori industriali ad alta specializzazione, dove i componenti devono rispettare standard tecnici rigorosi e garantire prestazioni costanti nel tempo.

Per effettuare queste analisi viene ampiamente utilizzata la spettrometria OES, una delle tecnologie più diffuse per l’analisi elementare dei metalli. Questo metodo consente di identificare e quantificare rapidamente gli elementi chimici presenti in una lega metallica attraverso l’analisi della luce emessa dal materiale durante una scarica controllata.

La spettrometria OES permette di eseguire controlli rapidi, accurati e ripetibili su materiali ferrosi e non ferrosi, supportando le aziende nella verifica delle materie prime, nel monitoraggio dei processi produttivi e nella certificazione della qualità finale dei componenti metallici.

In un contesto industriale sempre più orientato a precisione, tracciabilità e standardizzazione, il controllo della composizione chimica rappresenta quindi una parte integrante dell’intero processo di lavorazione dei metalli.

Strumenti GNR per il controllo nella lavorazione dei metalli

Nel settore della lavorazione dei metalli, il controllo rapido e accurato della composizione chimica è fondamentale per garantire qualità, continuità produttiva e conformità dei materiali. In questo contesto, la spettrometria ad emissione ottica (OES – Optical Emission Spectrometry) rappresenta una delle tecnologie più diffuse in ambito industriale per l’analisi elementare delle leghe metalliche.

Uno spettrometro per metalli basato su tecnologia OES consente infatti di identificare e quantificare gli elementi presenti nel materiale, supportando attività come:

  • la verifica dei materiali in ingresso
  • il controllo della colata e delle lavorazioni
  • la conformità a specifiche tecniche e capitolati
  • la tracciabilità della qualità lungo tutto il processo produttivo

Grazie alla precisione del metodo e ai tempi rapidi di analisi, la spettrometria OES rappresenta un valido strumento di controllo per fonderie, industrie metallurgiche, officine meccaniche e aziende specializzate nella lavorazione dei metalli.

Per rispondere a esigenze operative differenti, GNR propone una gamma completa di spettrometri OES per analisi dei metalli, progettati per applicazioni di laboratorio, controllo qualità e verifiche direttamente in produzione.

Il modello S1 MiniLab 150 è una soluzione compatta pensata per attività di controllo qualità e analisi rapide in laboratorio, con un buon equilibrio tra semplicità operativa e prestazioni analitiche.

Lo S3 MiniLab 300 amplia le possibilità applicative grazie a una configurazione più evoluta, adatta a laboratori metallurgici e contesti produttivi che richiedono maggiore flessibilità analitica e gestione di diverse tipologie di leghe.

Lo S6 Sirius 500 rappresenta una soluzione ad alte prestazioni basata su tecnologia CMOS ed è progettato per garantire elevata velocità di acquisizione, ampia copertura elementare e precisione analitica avanzata su materiali ferrosi e non ferrosi.

Per le applicazioni che richiedono mobilità operativa, GNR propone gli spettrometri portatili E3 Esaport ed E4 Esaport Plus, progettati per eseguire controlli direttamente in reparto, su componenti di grandi dimensioni o in aree dove non è pratico movimentare i campioni. Questi strumenti permettono verifiche rapide su materiali, lotti produttivi e separazione delle leghe direttamente sul campo.

Lo S5 Solaris Plus è pensato per laboratori e realtà produttive che necessitano di elevate prestazioni analitiche, ampia configurabilità e gestione avanzata delle analisi metallurgiche in contesti industriali complessi.

Lo S7 Metal Lab Plus rappresenta invece la soluzione più completa della gamma GNR per l’analisi OES dei metalli, progettata per applicazioni ad alta specializzazione dove sono richiesti massima accuratezza, elevata stabilità analitica e gestione avanzata del controllo qualità metallurgico.

Grazie a una gamma completa di strumenti da banco e portatili, GNR supporta le aziende della metallurgia industriale e della lavorazione dei metalli nel controllo della composizione chimica lungo tutte le fasi del processo produttivo, contribuendo a ridurre errori, scarti e rilavorazioni.

Settori principali che utilizzano la lavorazione dei metalli

La lavorazione dei metalli è alla base di numerosi comparti industriali nei quali affidabilità, precisione e prestazioni dei componenti rappresentano fattori determinanti. Ogni settore richiede materiali, tecnologie produttive e controlli qualitativi specifici, spesso legati a standard tecnici molto rigorosi.

Nel settore automotive, le lavorazioni metalliche vengono utilizzate per la produzione di componenti strutturali, motori, trasmissioni, sistemi frenanti e parti meccaniche soggette a forti sollecitazioni. In questo ambito la precisione dimensionale e il controllo delle proprietà metallurgiche sono fondamentali per garantire sicurezza, durata e affidabilità del veicolo.

L’industria aerospace richiede livelli ancora più elevati di accuratezza e controllo qualità. Componenti destinati ad aeromobili, turbine o sistemi aerospaziali devono offrire elevata resistenza meccanica, leggerezza e stabilità anche in condizioni operative estreme. Per questo motivo vengono spesso utilizzate leghe speciali e processi produttivi altamente controllati.

Nel settore energia, la lavorazione dei metalli è centrale nella produzione di turbine, impianti di generazione, scambiatori di calore, valvole, tubazioni e componenti per centrali elettriche o impianti industriali. In queste applicazioni i materiali devono resistere a temperature elevate, pressioni importanti e ambienti corrosivi.

Anche il comparto dell’edilizia utilizza ampiamente componenti metallici lavorati, impiegati in strutture portanti, carpenteria metallica, infrastrutture, impianti e sistemi di rinforzo. La qualità delle lavorazioni influisce direttamente sulla stabilità e sulla sicurezza delle costruzioni.

Nel settore Oil & Gas, le lavorazioni metalliche devono garantire elevata affidabilità operativa in condizioni spesso critiche. Tubazioni, flange, valvole, recipienti in pressione e componenti per piattaforme o impianti di estrazione sono sottoposti a forti sollecitazioni meccaniche, corrosione e variazioni termiche, rendendo essenziali controlli rigorosi sulla qualità dei materiali e delle lavorazioni.

La produzione di macchine industriali rappresenta un altro ambito fortemente legato alla lavorazione dei metalli. Macchinari automatici, impianti produttivi, utensili e sistemi meccanici richiedono componenti realizzati con elevata precisione per garantire efficienza, continuità operativa e riduzione dell’usura nel tempo.

In tutti questi settori, la precisione delle lavorazioni non riguarda soltanto l’aspetto produttivo, ma incide direttamente su sicurezza, prestazioni, affidabilità e durata dei componenti metallici. Per questo motivo, tecnologie di lavorazione avanzate e controlli accurati della composizione chimica e delle proprietà metallurgiche rappresentano elementi indispensabili lungo l’intero ciclo produttivo.

Innovazioni recenti nella lavorazione dei metalli

La lavorazione dei metalli sta attraversando una fase di forte evoluzione tecnologica, trainata da automazione, digitalizzazione e sostenibilità dei processi produttivi. Secondo il Metalworking Equipment Market Report pubblicato da Grand View Research, la crescita del settore è sostenuta soprattutto dall’aumento della domanda di macchinari CNC avanzati, dall’integrazione digitale delle linee produttive e dall’espansione dei comparti automotive e aerospace, che richiedono livelli sempre più elevati di precisione e produttività.

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda infatti la diffusione di sistemi di automazione industriale e di macchine CNC sempre più evolute. Torni, frese, presse e centri di lavoro moderni sono oggi integrati con software di gestione della produzione e sistemi di raccolta dati in tempo reale, permettendo un controllo più accurato dei processi e una maggiore riduzione degli errori produttivi.

Anche la robotica industriale sta assumendo un ruolo centrale nelle lavorazioni metalliche. Il World Robotics Report della International Federation of Robotics (IFR) evidenzia una crescita costante dell’utilizzo di robot industriali nelle linee produttive metalworking, con un aumento significativo anche dei robot collaborativi (cobot), progettati per lavorare insieme agli operatori nelle attività di saldatura, assemblaggio, movimentazione e controllo qualità.

L’evoluzione tecnologica coinvolge anche la gestione digitale dei processi produttivi. In uno studio dedicato alla digital manufacturing, McKinsey sottolinea il crescente impatto di tecnologie come IoT, digital twin, intelligenza artificiale e manutenzione predittiva all’interno dell’industria manifatturiera. Questi strumenti permettono di monitorare in tempo reale le condizioni delle macchine, prevedere guasti, ridurre i tempi di fermo e ottimizzare qualità ed efficienza della produzione.

Parallelamente, il settore sta investendo sempre di più nella sostenibilità della lavorazione dei metalli e nella riduzione dell’impatto ambientale dei processi metallurgici. La roadmap Iron and Steel Technology Roadmap pubblicata dalla International Energy Agency (IEA) evidenzia come il futuro dell’industria siderurgica passi attraverso tecnologie a basse emissioni, maggiore efficienza energetica, elettrificazione dei processi produttivi e utilizzo dell’idrogeno nella produzione dell’acciaio.

Anche la World Steel Association, attraverso i propri Sustainability Indicators, sottolinea l’importanza crescente di temi come riduzione delle emissioni di CO₂, aumento del riciclo dei materiali metallici e sviluppo di modelli produttivi orientati alla circular economy. L’obiettivo è migliorare la sostenibilità dell’intero ciclo produttivo senza compromettere qualità, resistenza e prestazioni dei materiali.

La lavorazione dei metalli si sta quindi trasformando in un ecosistema produttivo sempre più digitale, automatizzato e sostenibile, nel quale tecnologie avanzate, controllo qualità e gestione intelligente dei dati diventano elementi fondamentali per aumentare competitività, precisione ed efficienza industriale.

FAQ

Cosa si intende per lavorazione dei metalli?

La lavorazione dei metalli comprende l’insieme dei processi industriali utilizzati per trasformare un metallo grezzo in un componente finito o in un semilavorato. Queste lavorazioni possono modificare forma, dimensioni, proprietà meccaniche e caratteristiche superficiali del materiale attraverso operazioni meccaniche, termiche o chimiche.

Quali sono le principali lavorazioni metalliche industriali?

Tra le principali lavorazioni metalliche industriali rientrano fusione, colata, laminazione, stampaggio, estrusione, tornitura, fresatura, foratura, saldatura e trattamenti termici. Ogni processo viene scelto in funzione del materiale utilizzato e delle caratteristiche richieste al prodotto finale.

Quali macchinari si utilizzano per la lavorazione metallo?

La lavorazione dei metalli utilizza numerosi macchinari industriali, tra cui torni CNC, centri di lavoro, presse meccaniche e idrauliche, impianti di laminazione, sistemi laser e plasma, forni di fusione e robot industriali. Le moderne linee produttive integrano spesso automazione e controllo digitale secondo i principi di Industry 4.0.

Qual è la differenza tra lavorazione a caldo e lavorazione a freddo?

Nella lavorazione a caldo il metallo viene riscaldato prima della deformazione per aumentarne la lavorabilità e ridurre gli sforzi meccanici necessari. La lavorazione a freddo, invece, viene eseguita a temperatura ambiente e consente di ottenere maggiore precisione dimensionale, migliore finitura superficiale e un possibile aumento della durezza del materiale.

Quali sono i controlli qualità nella lavorazione dei metalli?

I controlli qualità possono includere verifiche dimensionali, prove meccaniche, controlli non distruttivi e analisi della composizione chimica. Questi controlli servono a garantire conformità alle specifiche tecniche, affidabilità del componente e stabilità del processo produttivo.

Come si usa uno spettrometro nel processo di lavorazione dei metalli?

Uno spettrometro OES viene utilizzato per analizzare la composizione chimica delle leghe metalliche durante diverse fasi della produzione. Può essere impiegato per verificare i materiali in ingresso, controllare la composizione durante fusione e colata, separare le leghe e confermare la conformità del prodotto finale attraverso analisi rapide e accurate degli elementi presenti nel metallo.

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